La figura dell’assistente familiare – Confindustria Frosinone
 

La figura dell’assistente familiare

| Posted in Lavoro

L’assistente familiare

Lassistente familiare, meglio conosciuto come badante, è colui che svolge attività di cura personale, igiene, accompagnamento, sorveglianza notturna e diurna e spesso lavori domestici come pulizia, preparazione dei pasti e disbrigo di commissioni a favore di persone come disabili, persone non autosufficienti anziane o malati in condizioni particolari.

Una figura dagli aspetti molteplici quella dellassistente familiare che in Italia riveste un ruolo sempre più importante dato laumento del numero di persone anziane spesso non autosufficienti che si trovano nella necessità di usufruire di questo tipo di aiuto in virtù del fatto che, a differenza di un tempo, oggi anche le donne, a cui notoriamente è attribuito il compito di badanti, lavorano e devono occuparsi dei figli e della propria famiglia, per cui diventa necessario un supporto nellassistenza soprattutto in alcune ore particolari come quelle notturne.

Il lavoro di assistente familiare un tempo era appannaggio degli immigrati stranieri e faceva parte del cosiddetto lavoro sommerso, il lavoro irregolare senza un contratto e senza tutele per il lavoratore.

Gli stranieri, in particolare le donne arrivavano in Italia e si rivolgevano alle famiglie per poter lavorare come badanti dei soggetti anziani presenti nelle famiglie stesse.

Questo da un lato colmava le carenze in un settore in cui i servizi pubblici non erano in grado di gestire assistenza continua e fornivano quindi risposte scarne e parziali rispetto ai bisogni delle famiglie, dallaltro metteva in evidenza il problema di unadeguata formazione per queste assistenti che si trovavano ad affrontare aspetti di una realtà che non conoscevano.

Per questo motivo sono stati progettati dei percorsi formativi anche per favorire lemersione del lavoro irregolare oltre che di qualificare coloro che svolgevano o si accingevano a svolgere questo tipo di lavoro.

Con il programma di emersione del lavoro irregolare, in base alla Legge 383 del 18 ottobre 2001 (Interventi per il rilancio delleconomia), attraverso sgravi contributivi e fiscali a favore del datore di lavoro e dei lavoratori si è cercato di incentivare lemersione del lavoro sommerso attraverso misure di sostegno alloccupazione, ma non essendoci una vera e propria normativa a livello nazionale che definisca il profilo professionale dellassistente familiare, si fa riferimento alla normativa regionale, se esistente.

In alcune regioni italiane infatti esistono dei percorsi formativi per lassistente familiare che prevedono il rilascio di un attestato di qualifica professionale dopo aver certificato le competenze acquisite durante il corso.

Per poter accedere ai percorsi formativi quindi le regole variano da regione a regione, ma in generale bisogna aver compiuto 18 anni e aver superato un colloquio attitudinale e orientativo presso lente di formazione. Gli stranieri devono conoscere la lingua italiana di base, requisito essenziale che consenta loro quindi di relazionarsi socialmente, non dimentichiamo infatti che uno dei compiti dellassistente è il disbrigo di pratiche burocratiche e commissioni, ed essere in possesso del permesso di soggiorno.

Inoltre in alcune regioni esistono degli elenchi presso cui iscriversi in qualità di assistente familiare dopo aver lavorato almeno un anno nel campo. Attraverso questi registri le famiglie possono contattare gli assistenti e verificarne lesperienza. Un vantaggio quindi per le famiglie, ma soprattutto per i lavoratori che vedono riconosciuto il proprio valore professionale.

Nel modenese sono stati fatti notevoli progressi nel campo dellassistenza familiare, sono previsti infatti vari livelli di corsi di formazione soprattutto improntati sulla pratica svolta direttamente a domicilio della persona non autosufficiente dedicati anche a chi non ha mai lavorato in questo settore.

Il problema per gli istruttori socio assistenziali è stato allinizio conoscere queste badanti, sapere dove si trovavano. Questo è stato possibile grazie allaiuto delle persone che ogni giorno entravano nelle case, medici di famiglia, i servizi infermieristici, servizi di volontariato. Una volta avvenuta la conoscenza quindi è stata proposta alle badanti la frequenza ai corsi di formazione e altre attività. Oggi esiste uno sportello apposito per la professionalizzazione della figura dellassistente familiare, sportello dedito allascolto e alla richiesta di informazioni sia da parte di chi intende svolgere o vuole qualificarsi per questo lavoro sia per le famiglie che chiedono informazioni.

E opinione diffusa che il lavoro di assistente familiare si possa improvvisare, che non occorrano particolari competenze quando in realtà bisogna acquisire nozioni specifiche in varie materie.

Le competenze relazionali devono essere molto elevate proprio perché si entra in contatto stretto con la persona in difficoltà ed i suoi familiari. Nei percorsi formativi infatti spesso sono contemplate nozioni di psicologia, nozioni igienico sanitarie e tecnico operative e stage presso strutture residenziali. Per le competenze tecniche oltre al governo della casa, alle pulizie, alla preparazione dei pasti e alligiene, lassistente familiare deve essere in grado di prestare un primo soccorso in caso di necessità e quindi riconoscere eventuali sintomi che possono mettere in allarme, effettuare piccole medicazioni, dare sostegno nellattività di deambulazione e sapere come usare correttamente presidi, ausili e attrezzature.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Confindustria Frosinone ©2017. All Rights Reserved.