June 2017 – Confindustria Frosinone
 

Month: June 2017

L’assistente familiare

Lassistente familiare, meglio conosciuto come badante, è colui che svolge attività di cura personale, igiene, accompagnamento, sorveglianza notturna e diurna e spesso lavori domestici come pulizia, preparazione dei pasti e disbrigo di commissioni a favore di persone come disabili, persone non autosufficienti anziane o malati in condizioni particolari.

Una figura dagli aspetti molteplici quella dellassistente familiare che in Italia riveste un ruolo sempre più importante dato laumento del numero di persone anziane spesso non autosufficienti che si trovano nella necessità di usufruire di questo tipo di aiuto in virtù del fatto che, a differenza di un tempo, oggi anche le donne, a cui notoriamente è attribuito il compito di badanti, lavorano e devono occuparsi dei figli e della propria famiglia, per cui diventa necessario un supporto nellassistenza soprattutto in alcune ore particolari come quelle notturne.

Il lavoro di assistente familiare un tempo era appannaggio degli immigrati stranieri e faceva parte del cosiddetto lavoro sommerso, il lavoro irregolare senza un contratto e senza tutele per il lavoratore.

Gli stranieri, in particolare le donne arrivavano in Italia e si rivolgevano alle famiglie per poter lavorare come badanti dei soggetti anziani presenti nelle famiglie stesse.

Questo da un lato colmava le carenze in un settore in cui i servizi pubblici non erano in grado di gestire assistenza continua e fornivano quindi risposte scarne e parziali rispetto ai bisogni delle famiglie, dallaltro metteva in evidenza il problema di unadeguata formazione per queste assistenti che si trovavano ad affrontare aspetti di una realtà che non conoscevano.

Per questo motivo sono stati progettati dei percorsi formativi anche per favorire lemersione del lavoro irregolare oltre che di qualificare coloro che svolgevano o si accingevano a svolgere questo tipo di lavoro.

Con il programma di emersione del lavoro irregolare, in base alla Legge 383 del 18 ottobre 2001 (Interventi per il rilancio delleconomia), attraverso sgravi contributivi e fiscali a favore del datore di lavoro e dei lavoratori si è cercato di incentivare lemersione del lavoro sommerso attraverso misure di sostegno alloccupazione, ma non essendoci una vera e propria normativa a livello nazionale che definisca il profilo professionale dellassistente familiare, si fa riferimento alla normativa regionale, se esistente.

In alcune regioni italiane infatti esistono dei percorsi formativi per lassistente familiare che prevedono il rilascio di un attestato di qualifica professionale dopo aver certificato le competenze acquisite durante il corso.

Per poter accedere ai percorsi formativi quindi le regole variano da regione a regione, ma in generale bisogna aver compiuto 18 anni e aver superato un colloquio attitudinale e orientativo presso lente di formazione. Gli stranieri devono conoscere la lingua italiana di base, requisito essenziale che consenta loro quindi di relazionarsi socialmente, non dimentichiamo infatti che uno dei compiti dellassistente è il disbrigo di pratiche burocratiche e commissioni, ed essere in possesso del permesso di soggiorno.

Inoltre in alcune regioni esistono degli elenchi presso cui iscriversi in qualità di assistente familiare dopo aver lavorato almeno un anno nel campo. Attraverso questi registri le famiglie possono contattare gli assistenti e verificarne lesperienza. Un vantaggio quindi per le famiglie, ma soprattutto per i lavoratori che vedono riconosciuto il proprio valore professionale.

Nel modenese sono stati fatti notevoli progressi nel campo dellassistenza familiare, sono previsti infatti vari livelli di corsi di formazione soprattutto improntati sulla pratica svolta direttamente a domicilio della persona non autosufficiente dedicati anche a chi non ha mai lavorato in questo settore.

Il problema per gli istruttori socio assistenziali è stato allinizio conoscere queste badanti, sapere dove si trovavano. Questo è stato possibile grazie allaiuto delle persone che ogni giorno entravano nelle case, medici di famiglia, i servizi infermieristici, servizi di volontariato. Una volta avvenuta la conoscenza quindi è stata proposta alle badanti la frequenza ai corsi di formazione e altre attività. Oggi esiste uno sportello apposito per la professionalizzazione della figura dellassistente familiare, sportello dedito allascolto e alla richiesta di informazioni sia da parte di chi intende svolgere o vuole qualificarsi per questo lavoro sia per le famiglie che chiedono informazioni.

E opinione diffusa che il lavoro di assistente familiare si possa improvvisare, che non occorrano particolari competenze quando in realtà bisogna acquisire nozioni specifiche in varie materie.

Le competenze relazionali devono essere molto elevate proprio perché si entra in contatto stretto con la persona in difficoltà ed i suoi familiari. Nei percorsi formativi infatti spesso sono contemplate nozioni di psicologia, nozioni igienico sanitarie e tecnico operative e stage presso strutture residenziali. Per le competenze tecniche oltre al governo della casa, alle pulizie, alla preparazione dei pasti e alligiene, lassistente familiare deve essere in grado di prestare un primo soccorso in caso di necessità e quindi riconoscere eventuali sintomi che possono mettere in allarme, effettuare piccole medicazioni, dare sostegno nellattività di deambulazione e sapere come usare correttamente presidi, ausili e attrezzature.

La pratica di rendere un gioco disponibile allutente finale prima che sia completo è ormai molto diffusa. Tutto è iniziato con il cambiamento nei metodi di distribuzione dei videogame, in larga parte grazie alla diffusione di Internet, che ha quasi reso obsoleti dvd, cd-rom e cartucce, non è più indispensabile un supporto fisico tramite il quale commercializzare il gioco. Di conseguenza, se è possibile distribuire un videogame senza la necessità di un supporto fisico, è altrettanto comodo aggiornare tale titolo rilasciando patch, update e ogni genere di downloadable content (DLC).
Non cè da stupirsi se le software house hanno deciso di approfittare della situazione che si andava a creare dando la possibilità ai propri utenti di provare il gioco quando ancora non era completo; dopotutto si sarebbe potuto poi distribuire un aggiornamento atto a colmare le lacune senza alcun problema. Tutto ciò ha plasmato le strategie di commercializzazione fino ad arrivare a quelle attuali per cui è possibile comprare un titolo quando questo è nelle primissime fasi del suo sviluppo.

Starbound ha incassato oltre 4 milioni di dollari, dopo più di un anno non è ancora stata comunicata una data di rilascio del gioco completo.

Per molti di noi non è insolito acquistare un gioco in early access su Steam, pagandolo meno del prezzo che avrà una volta completo e accettando di ricevere un prodotto manifestamente imperfetto, poiché non finito, con la promessa che sia portato a compimento in un tempo ragionevole,che ne siano sistemati i bug e che gli sia data una longevità accettabile.
La parola chiave è promessa.
Che garanzie abbiamo che il gioco sarà davvero completato? Cosa impedisce allo sviluppatore di intascare i nostri soldi lasciando il titolo allabbozzo che era nel momento in cui è stato commercializzato inizialmente?
Purtroppo non sono pochi i casi in cui le aspettative dei giocatori rimangono inattese a causa dellabbandono, da parte degli sviluppatori, di progetti a cui il pubblico aveva dato fiducia (e soldi), causando malcontento o addirittura la sensazione di essere stati truffati. Se oltre a tutto questo pensiamo che tramite Kickstarter o IndieGoGo è possibile acquistare un gioco ancora prima che lo sviluppo sia iniziato, ci possiamo rendere conto della delicatezza della situazione.
Invece che puntare il dito verso casi specifici, entrando in una diatriba già stantia, ho deciso di seguire un approccio propositivo consigliando tre semplici regole da seguire per non farsi fregare:

1. Il prezzo di un gioco in alpha/early access non deve semplicemente essere inferiore al prezzo della versione completa, deve essere soprattutto proporzionato ai contenuti attualmente presenti!
Non importa quali sono le promesse, non importa se le feature annunciate sono mille. Valutate se il prezzo è appropriato per ciò che il gioco offre al momento in cui lo state acquistando. Attenti anche alla presenza di bug in grado di rovinare la giocabilità di quel (poco) che è presente.
2. Informatevi prima di comprare!
Lo so, lo so. Non sempre si ha voglia di informasi dettagliatamente, ma grazie a internet non è difficile entrare in contatto con chi ha già acquistato il gioco e ottenere informazioni. Cercate anche di capire quanto sia attendibile lo sviluppatore, se non ha completato il suo gioco precedente, potrebbe fare lo stesso con questo. Se è qualcuno di sconosciuto è probabilmente meglio aspettare.
3. Non esagerate!
Acquistare un gioco in alpha o early access non deve diventare la norma, fatelo solo per quei titoli che desiderate così tanto da non voler aspettare o perché il gioco è già molto divertente nello stato di sviluppo in cui si trova. Noi, i giocatori, non dobbiamo far pensare che compreremo qualsiasi cosa venga messa in vendita, anche se terribilmente incompleta.

I videogiochi sono come i pokemon, sono troppi e probabilmente useremo solo quelli che ci piacciono davvero Ma tenteremo comunque di averli tutti.

Adesione all’appello per la difesa della Costituzione Italiana
Crediamo fermamente nella battaglia a difesa della Costituzione Italiana messa a repentaglio nelle sue strutture fondamentali dal progetto di legge di modifica proposto dal Governo.

Vogliamo sottolineare, intanto, come questa proposta abbia avuto dallanno scorso un iter parlamentare estremamente controverso: la maggioranza di centrodestra, infatti, ha affrontato e accompagnato tale proposta non con lidea di un confronto sereno sulla Carta costitutiva della Repubblica Italiana ma con la chiara intenzione di “sbrigarsela” in casa.

Questa legge mette in discussione la stessa identità storica e culturale del Paese, incrina il senso di appartenenza alla comunità nazionale, altera un assetto equilibrato e democratico figlio della lotta di liberazione contro il nazifascismo.

Nel merito della proposta del centrodestra:

– rileviamo un indebolimento del Senato con una grave confusione di competenze con la Camera, un pasticcio istituzionale e irrazionale. Noi siamo favorevoli ad un Senato come una camera federale delle Regioni e delle Autonomie, per rappresentare il territorio nel rispetto del principio di sussidiarietà e di cooperazione istituzionale;

– una proposta di devolution che assegna alle Regioni competenze esclusive in materia di sanità, scuola e polizia locale intaccando quei diritti fondamentali che devono essere garantiti in modo uniforme in tutto il territorio nazionale. Noi proponiamo un federalismo basato sulla solidarietà e sulla coesione sociale e non sullegoismo e sullantagonismo;

– un indebolimento del Parlamento e un accumulo di poteri enorme sul Primo Ministro (come ad esempio la possibilità di scioglimento delle Camere), che nei fatti tenta di superare il sistema parlamentare e, nel contempo, esclude misure di bilanciamento e di equilibrio nei confronti del premier;

– il ridimensionamento dei poteri del Presidente della Repubblica svuotato di importanti poteri di bilanciamento e ridotto nel ruolo di guida morale;

– una Corte Costituzionale politicizzata dallingerenza del Governo e non una corretta garanzia dellimparzialità dei suoi componenti.

A fronte di una proposta figlia di meri interessi partitici che rispondono alla disastrosa devolution della Lega Nord, pasticciata con un smisurato aumento dei poteri del premier figlio degli interessi di Forza Italia, noi contrapponiamo lidea che occorra dare a tutti la certezza che i diritti e le libertà non sono minacciate e che le regole della democrazia non sono appannaggio del vincitore.

Per questi motivi e per le battaglie parlamentari e politiche svolte e in atto a difesa della Costituzione, i Democratici di Sinistra della Federazione di Imola aderiscono allappello lanciato da CGIL e CISL locali a supporto del NO da esprimersi nel referendum confermativo e intendono sostenere e coadiuvare la nascita di un comitato locale a difesa della Costituzione che sappia raccogliere attorno a sé e alla battaglia referendaria le forze democratiche della comunità circondariale.

Confindustria Frosinone ©2017. All Rights Reserved.